Lunedì 19 Gennaio BiDiMedia ha presentato in live social il nuovo sondaggio con le intenzioni di voto per le Elezioni Politiche, il primo di questo 2026.
Oltre ad esso ci sono altre domande scelte e commissionate dai vincitori della nostra scuola di Sondaggi e Comunicazione, tenuta a Reggio Emilia a fine novembre.
Intenzioni di voto: allunga il Centrodestra
Il precedente sondaggio aveva mostrato una buona rimonta del Campo Largo, praticamente in pareggio con la Maggioranza. In questo nuovo sondaggio il distacco, seppur minimo (1,4 punti) aumenta di 6 decimi.
In particolare a crescere sono Fratelli d’Italia (29,2%) e Lega, che stacca Forza Italia di 3 decimi, arrivando all’8,6%.
Nel campo Largo unici a gioire sono gli elettori del Movimento 5 Stelle, che cresce di mezzo punto sfiorando il 13%. In leggero calo invece sia PD che Alleanza Verdi e Sinistra. Sostanzialmente stabili le formazioni minori.

Affluenza sempre relativamente bassa seppure in leggera crescita: 52-55% con un’ampia (ed in aumento) percentuale di indecisi: 25%.Ulteriori spiegazioni da parte del nostri esperti e dei nostri commentatori visionabili a questo link
Qui di seguito le note metodologiche:

Il sondaggio ha poi investigato due altri scenari, uno internazionale ed uno nazionale. Iniziamo ad quest’ultimo
Premierato: italiani divisi
Spesso si parla di una riforma costituzionale che modifichi l’attuale assetto per introdurre il Premierato. Gli italiani sostanzialmente si spaccano a metà: al momento il 42% voterebbe Sì al referendum (senza quorum) per mantenere la riforma, il 40% voterebbe invece no.
Il 18% di indecisi, inoltre, contribuisce a rendere il risultato finale più difficile da prevedere.

La spaccatura è mostrata anche mettendo a confronto ed in antitesi la stabilità del Governo e la rappresentanza del Parlamento: in questo caso il 44% preferirebbe una riforma che privilegi la stabilità del Governo, mentre il 41% propende innanzitutto per rispettare la rappresentanza del Parlamento.

Per i dettagli e la scomposizione per elettorato rimandiamo al video su Youtube e al nostro portfolio (in calce all’articolo)
Crisi Internazionale: possibili nuove guerre?
A seguito dei recenti fatti in Venezuela, abbiamo chiesto agli Italiani se ritengono possibile un intervento militare negli Stati Uniti in altre nazioni. Come facilmente immaginabile, il 38% ha ritenuto possibile un intervento in Groenlandia, ma la cosa forse sorprendente è che quasi tutti gli Italiani pensano infatti che Trump andrà oltre: per il 29% potrebbe attaccare anche Cuba, il 20% la Colombia, il 10% il Messico. Solo per il 19% il POTUS non attaccherà nessuno di questi Stati.

Solo il 5% ritiene di dover rispondere militarmente agli USA, nel caso attaccassero la Groenlandia, ma ben il 51% vorrebbe rompere ogni relazione con gli Stati Uniti e rimuovere le basi militari USA dai propri territori. Solo per il 14% degli Italiani, invece, l’UE non dovrebbe rispondere in nessun modo.

Voglia di Stati Uniti d’Europa?
La risposta a questa domanda sembra essere decisamente positiva (anche se è facile immaginare che diversi elettorati intendano diversi tipi di unione): ben il 61% del campione ritiene che l’Unione Europea diventi una reale unione federale di Stati. Al contrario un italiano su quattro pensa che l’UE debba sciogliersi.
Una cosa è certa: l’attuale assetto non piace (quasi) a nessuno.

Per i dettagli e la scomposizione per elettorato rimandiamo al video su Youtube e al nostro portfolio
