BiDiMedia srl ha effettuato una rilevazione statistica sul voto politico che include l’analisi del voto per fasce d’età. I risultati mostrano una forte divergenza tra generazioni. Vediamo come votano nonni, nipoti e genitori.
BiDiMedia e i suoi sondaggisti hanno presentato questi dati, insieme ad altri contenuti nella rilevazione completa, durante una trasmissione live mercoledì 1 aprile: Sondaggio BiDiMedia Aprile: Shock Referendum, quali effetti? Il video resta disponibile per maggiori dettagli sul sondaggio.
Il voto degli anziani
Partiamo a vedere le tendenze di voto tra le coorti più numerose in Italia, gli over 65 anni. L’inverno demografico nel nostro paese fa sì che gli anziani siano sensibilmente più numerosi rispetto alle altre classi di età.

Il sondaggio BiDiMedia smentisce una diffusa convinzione, che cioè gli anziani votino prevalentemente a sinistra e in particolare PD. Tra gli over 65 anni notiamo infatti che il PD è sì leggermente sopra media (ricordiamo che nelle intenzioni di voto complessive il PD nel sondaggio BiDiMedia è al 22,4%), ma il primo partito è ampiamente Fratelli d’Italia al 34%; inoltre il Campo Largo si ferma al 44% mentre il Centrodestra prevale tra gli over 65 con il 49%. Si può notare come tra i meno giovani prevalgano i partiti maggiori: sia FDI che il PD sono sopra media. Al contrario, AVS, +EU e gli altri partiti liberali sono estremamente deboli tra gli anziani, non benissimo anche FI e FN, solo Lega e IV sono pressoché in media. La prevalenza tra gli over 65, visto il loro numero, dà un indubbio vantaggio al Centrodestra, trattandosi anche di un elettorato che vota molto.
Le età intermedie: genitori spaccati
Nella fascia 55-64 anni vediamo l’indebolimento di FdI e PD a favore di Lega, FN e soprattutto del M5S, che raggiunge in questa classe la sua maggior forza con il 18%. Sempre molto deboli AVS e Liberali. Resta nettamente più forte il Cdx, 6 punti sopra al Campo Largo.
Il margine per l’attuale maggioranza si amplia tra 45 e 54 anni. Questa è la fascia di età in assoluto più favorevole al Cdx (51 a 42 per cento), come spesso abbiamo visto sia in Italia che all’estero. Si tratta probabilmente della generazione che più ha risentito della perdita di certezze sociali ed economiche negli ultimi anni, maggiormente propensa a votare partiti “radicali” come FN di Vannacci o la Lega, rispettivamente al 4 e 8%. In queste coorti inizia a crescere anche la Sinistra di AVS, in media al 6%, mentre restano deboli i liberali.
Se nelle tre fasce di età più alte prevale il Cdx, troviamo ora la grande spaccatura generazionale italiana. Nella coorte dei 35-44 anni infatti le posizioni si invertono e vincono i partiti di area progressista. Il cambio di segno corrisponde con discreta precisione al passaggio dalla Generazione X (nati da metà anni ’60 a fine ’70) e i “Millenials”, ancora in gran parte under 45. Una simile spaccatura potrebbe essere oggetto di interessante analisi sociologica, ma noi come BiDiMedia ci limitiamo ai numeri. Tra i Millenials salgono in maniera prepotente AVS (10%) e anche i partiti liberali, alte altre liste (8%, valore massimo) e FI, mentre scende FDI al 20%. Il PD con il 23% è primo partito per i 35-44 anni. Campo Largo nel complesso a +8 punti sul Cdx.
I giovani
Scendendo alle due coorti di giovani, la spaccatura generazionale si amplia in maniera importante. Tra 25 e 34 anni, il distacco CL-Cdx sale a 12 punti e per di più i partiti liberali sono ora molto forti: 9% per quelli fuori dai poli, 3% per +EU. Ma è AVS a fare la parte del leone, con il 12% che la porta al terzo posto assoluto dentro a FDI e PD. Se il partito di Giorgia Meloni è sotto media al 19%, il PD è invece perfettamente sul dato nazionale, 22%. Nel Cdx è debole la Lega, mentre FI ottiene un sorprendente 11%, suo miglior valore.
Tra i giovanissimi, 18-24 anni, si nota come AVS sia di fatto il partito di riferimento per i ragazzi con il 16% (quasi il triplo del valore nazionale!), mentre il M5S è estremamente debole (8%). Un dato rilevante se si tiene conto che circa 10 anni fa i 5 Stelle erano primo partito tra i giovani. Oggi la situazione per il partito di Conte si è invertita e vanno meglio tra gli over 50. Molto forti tra i giovani anche i partiti Liberali, come per la precedente fascia d’età. Da notare come il PD sia ancora una volta sul valore nazionale (22%). I Democratici sono, tra i partiti maggiori, quello con meno “escursione” tra minimi (19%) e massimi (25%): una formazione solida ma anche senza particolari punti di forza generazionali. Si smentisce tuttavia la vulgata secondo cui il PD è votato “solo dagli anziani”.
Il grafico riassuntivo e le conclusioni
Tra i più giovani la distanza tra Campo Largo e Cdx sale a ben 15 punti. Viene così a cadere la tendenza, mai completamente attestata in Italia, secondo cui i giovani uomini voterebbero in massa l’estrema destra. Anche se un gender gap, come visto in precedenti rilevazioni, esiste ed è sensibile, nel complesso i ragazzi sono nettamente più progressisti e di sinistra della media. La divisione tra Millenials e GenX è graficamente impressionante: tra le generazioni, l’Italia appare spaccata in due con le 3 classi “giovani” progressiste e le 3 “anziane” conservatrici.
Gli over 45 anni sono però decisamente più numerosi; ciò fa sì che per essere decisivi a livello elettorale i giovani debbano votare con forte polarizzazione e alto tasso di partecipazione. Il questo senso il recente referendum costituzionale ha offerto spunti interessanti. A dispetto del presunto scarso interesse dei giovani per la politica, l’affluenza dei ragazzi è infatti stata superiore al dato nazionale. Se sia stata un’eccezione o il principio di nuove tendenze lo potremo vedere nelle prossime tornate elettorali.

Il sondaggio completo sarà disponibile anche sul Portfolio Lavori di BiDiMedia e su quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri, secondo termini di legge.
