Il tema della casa si conferma una delle grandi emergenze milanesi. Secondo il sondaggio commissionato da ASPESI – Unione Immobiliare – l’associazione italiana delle società immobiliari operative – a BiDiMedia, il problema dell’abitazione è indicato dal 32% dei milanesi come la seconda priorità per l’operato del nuovo sindaco, subito dopo “Sicurezza e contrasto al degrado”. Se a questo dato si somma il 14% di chi considera prioritario lo sblocco di cantieri e progetti fermi, quasi un cittadino su due chiede risposte immediate sul fronte casa, sviluppo urbano e riattivazione degli interventi fermi.
Il dato più netto riguarda la necessità di nuove abitazioni: alla domanda sul futuro dello sviluppo urbano di Milano, l’86,8% degli intervistati afferma che servono nuove case, mentre solo il 10,2% ritiene che la città si sia espansa troppo e che le nuove costruzioni vadano fermate a prescindere. È un’indicazione chiara, trasversale e concreta: Milano non può permettersi di ridurre ulteriormente l’offerta abitativa in una fase in cui prezzi e affitti sono già fuori portata per troppe famiglie, giovani, lavoratori e nuclei a reddito medio.

La preoccupazione è confermata anche dalle risposte sugli effetti del blocco dei cantieri. Il 57% del campione teme che la riduzione dell’offerta di case faccia salire ancora prezzi e affitti, trasformando Milano sempre di più in una città accessibile solo ai più ricchi. È questo il punto centrale per ASPESI: sbloccare i progetti non significa ignorare le regole, ma evitare che l’incertezza produca meno case, più degrado, più insicurezza e costi abitativi ancora più alti.
Anche sul fronte delle inchieste urbanistiche, i milanesi mostrano un orientamento pragmatico. Le due affermazioni che raccolgono il maggiore consenso sono che il blocco causerà ripercussioni negative per economia e sviluppo urbano, indicata dal 40,7%, e il timore che le aree abbandonate diventino luoghi di insicurezza e degrado, indicato dal 30,8%. Solo il 16,3% considera positivo il blocco perché servirebbero meno nuove abitazioni. Alla domanda sui 4.500 nuclei familiari coinvolti da progetti edilizi fermi o bloccati, il 64,1% degli intervistati ritiene che i cantieri andrebbero sbloccati prima possibile, contro il 25,4% secondo cui dovrebbero restare fermi per tutto il tempo richiesto dalla magistratura.

Riguardo agli scenari politici, a Milano il PD è primo partito nelle intenzioni di voto per le comunali con il 28,1%, seguito da FDI al 19,1% e AVS al 9,4%. L’area del Centrosinistra classico (PD, AvS, civiche d’area) arriva al 43,2%, il Centrodestra “largo” (con Futuro Nazionale) al 42,3%, l’area centrista-liberale (AZ, +EU, IV-CR) somma l’8,3% mentre la Sinistra (M5S, Milano in Comune) fa segnare il 6,2%. Tuttavia, se la scelta fosse tra un candidato sindaco di Centrodestra, uno del Campo Largo e uno di area Liberale, il vantaggio dell’area progressista risulterebbe ampio. L’ipotetico candidato del Campo Largo arriva al 51,5% dei voti, Centrodestra al 39,6% e area Liberale al 8,9%. Ovviamente a un anno dal voto, con candidati e coalizioni ancora non definiti, questi dati costituiscono solo uno scenario di base, soggetto a possibili evoluzioni anche rilevanti.

Il sondaggio completo è stato presentato sui canali social BiDiMedia, con i sondaggisti che mostreranno e spiegheranno i dati. È possibile riguardarsi la live qui: https://www.youtube.com/watch?v=QtzPYH5ofig
Note
Il sondaggio sarà disponibile in maniera completa nel nostro portfolio e su sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, secondo termini di legge. Le slide sono utilizzabili utilizzabili previa pubblicazione delle grafiche originali con logo BiDiMedia e ASPESI.

